Porto

pordo2
(resoconto del 2011)
In principio furono i romani, che costruirono un porto vicino alla foce del fiume Feltrino, per i loro commerci nell’Adriatico.
Nel periodo medievale furono i Lancianesi e gli Ortonesi a litigarsi, materialmente, il porto di Gualdum, in quanto punto strategico per il commercio a mare. Vi furono morti, feriti, orecchie tagliate, promesse di vendetta, ma al cittadino sanvitese poco interessava, poteva solo passare da un occupazione ad un’altra.
Infine, dopo varie vicissitudini e fasi storiche si è arrivati al molo, da passeggio, lingua da promende primaverile, magicamente arredato dai trabocchi da pesca.

Il sanvitese, si capisce, ha sempre avuto un rapporto particolare con il porto.
Dal porto arrivavano soldi ed economia. Dal porto si poteva dominare il mare, riparando le barche dalle burrasche,  pescando, vendendo i prodotti che il mare donava,  dal porto guardando l’orizzonte si poteva sognare. Sogni di speranza e di vita migliore.

Negli ultimi cinquanta anni, il porto per i sanvitesi è sempre stato un astratto, un dipinto iniziato e mai finito dai vari pittori che si erano sporcati le mani con colori e matite.
Diversi sindaci, di tutti gli schieramenti politici, hanno basato la propria campagna elettorale sul porto, come modello di sviluppo della nostra economia.
Molti sindaci in questione erano pienamente consapevoli della infattibilità dell’opera,  sia dal punto di vista progettuale, sia dal punto di vista finanziario, ma come dimostrato dalla storia elettorale una promessa vale più di un impegno concreto.
Le varie amministrazioni Dc, Pds, Pd degli ultimi trent’anni hanno targato la loro azione politica con il porto turistico, il famigerato approdo per le barche, fondamentale per il rilancio del nostro comune.
Abbiamo sentito parlare di darsene, bracci ad “L”, bracci a “T”, con cooperative misto pubblico-private che delineavano scenari faraonici, sindaci che già compravano barche da attraccare.
Non si è mai visto nulla e nulla si vedrà come sempre.
L’amministrazione Catenaro da un anno a questa parte è ritornata alla carica, destandosi dal proprio torpore esistenziale e politico,  con la delibera n°27 del 14-06-2010,dove si propongono con un’idea nuova sullo scenario sociale sanvitese, REALIZZAZIONE PORTO TURISTICO – LINEE GUIDA.
Durante la discussione per la realizzazione del porto sia elementi della maggioranza, sia elementi della minoranza in consiglio comunale hanno mostrato, giustamente, le proprie perplessità che riassumiamo:

Il capogruppo di minoranza dr. Basterebbe: questa è la quarta  volta che in sede di Collegio si esamina la problematica del Porto Turistico di San Vito Chietino, senza peraltro mai giungere ad una realizzazione della struttura, certamente condivisa dai sanvitesi ma di estrema difficoltà, per una serie di  motivi tecnici e soprattutto    economici
Ricorda oltretutto che le iniziative private non hanno avuto esito positivo perché una struttura portuale è stata ritenuta non produttiva e pertanto secondo le logiche e le regole di investimenti imprenditoriali non fattibile.

Pur tuttavia, nonostante questo trascorso di storia, comprende, continua il consigliere, come questa Amministrazione riproponga l’iniziativa, ma non comprende che venga riproposta affidando nuovamente un incarico di progettazione.

Invita l’Amministrazione a riflettere su quanto si vuole fare, per evitare che tale procedimento si trasformi poi in un nocumento economico, per il quale i cittadini saranno chiamati a pagare.

Anche da parte della maggioranza vengono sollevati dubbi ed addirittura si arriva a prospettare un becero quadro di connivenza amministrativa tra ente e la società che costruirà e gestirà il porto. Detto da loro…

Il cons. Iarlori Luigi Rocco: Si rischia ancora una volta, a mio avviso, di pagare il progetto preliminare senza avere nessuna assicurazione sulla realizzazione del porto.

Ma questo sarebbe il male minore perché da quello che potuto approfondire e capire io, rischiamo di creare un notevole disagio economico patrimoniale alle future generazioni.

Le responsabilità richieste dal Comune con questa proposta sono tali da dover impegnare i propri capitali ed immobili disponibili per garantire l’equilibrio economico-finanziario dell’investimento e della fattibilità del progetto. Viene oltretutto richiesto di garantire le tariffe minime anche in fase di operazione del progetto per mantenere l’equilibrio economico- finanziario del concessionario.

Inoltre sempre a pag. 4 della proposta si legge che la concessione avrà la durata non superiore a 30 anni, ma subito dopo a pag. 5 si legge che l’amministrazione comunale al fine di assicurare il proseguimento dell’equilibrio economico-finanziario degli investimenti del concessionario, potrà stabilire che la concessione possa avere anche una durata superiore a 30 anni con evidente incoerenza con quanto affermato poco prima.

Ho l’impressione che tutta la proposta sia stata pensata e scritta ad esclusivo vantaggio del futuro concessionario, trascurando quella che deve essere la tutela dell’Ente concedente, che è il Comune.

Cari colleghi consiglieri capisco che abbiamo voglia tutti di dotarci di una simile struttura, ma badiamo bene a non perdere di vista quello che deve essere il nostro interesse, cioè realizzare l’opera con il massimo vantaggio per il Comune.

Proprio da quest’ultima nota si può partire per analizzare a pieno la situazione.

Come da immagine prendiamo in analisi il bando ed i vari capitolati pubblicati sul sito del comune di San Vito Chietino, quindi come atto pubblico a disposizione di cittadini ed imprese.
porto bandoIl bando integrale come si può leggere dalle proprietà del file Pdf è stato realizzato dall’ingegnere Di Marco, coadiutore tecnico dell’ Ing. Corrado Verì , come possiamo capire dalla costituzione dell’ufficio pubblicata sul sito del comune.

http://www.comune.sanvitochietino.ch.it/gli-uffici/ufficio-urbanistica

Ufficio Urbanistica
Largo Altobelli, 1
Orario apertura al pubblico: 9:00 – 12:00 dal Lunedì al Venerdì
Orario apertura al pubblico: 16:30 – 18:30 Lunedì e Giovedì
Telefono 0872.619125-8
e-mail: urbanistica@comune.sanvitochietino.ch.it

Dirigente: Ing. Corrado VERI’

Tecnico: Ing. Angelo DE MARCO
Esecutore Amm.vo: Riccardo CANIGLIA

Fino a questo punto tutto va bene. Da questo punto in poi iniziano le noti dolenti.

Sul lo schema di contratto per  l’INCARICO RELATIVO AI SERVIZI TECNICI PER LA PROGETTAZIONE PRELIMINARE DEL PORTO TURISTICO CON GLI STUDI DI BASE, sempre dall’analisi delle proprietà del file pdf, riscontriamo che l’autore è un  fantomatico, Domenico Di Monte, del quale abbiamo poche notizie.
Ma iniziano a sorgere i primi dubbi. Perché utilizzare uno schema già utilizzato, o meglio perché utilizzare uno schema fatto da una persona che non sia un componente dell’ufficio tecnico, organo incaricato della redazione del progetto???
In seconda istanza, perché ricalcare uno schema già utilizzato? Per convenienza lavorativa o perché si sta ricalcando il processo che qualche ente ha già utilizzato?
Eppure i tecnici sopra elencati prendono fior di quattrini.
Ma andiamo avanti e forse ci schiariremo le idee.

Sul  CAPITOLATO D’ONERI RELATIVO AI SERVIZI TECNICI PER LO STUDIO DI FATTIBILITÀ E PER LA PROGETTAZIONE PRELIMINARE DEL PORTO TURISTICO DI SAN VITO CHIETINO analizzando le proprietà del file PDF scopriamo che l’autore è Petrosino Donato, già segretario comunale di Termoli, nonché vice sindaco del comune di Rodi Garganico.

Tecnico e politico specializzato nella predisposizione di iter fra porti e resort, come dimostrano la costruzione degli stessi nel comune di Rodi nello scorso decennio.
Una volta esplicitata la presenza di Petrosino, il comune i meglio la maggioranza corre ai ripari e lo assume, come dimostrato da questo documento ufficiale, spendendo 20.000€ annui per il compenso.
(clicca per leggere)
Il progetto di per se non ha i piedi per camminare, come sostenuto da tutti, vecchi e nuovi politici ed appassionati sanvitesi, sembrerebbe più il Canto del Cigno di un amministrazione insoddisfacente e dilettantistica, che con questo progetto vuole fare la voce grossa per sembrare una persona grande e matura ma in realtà è un adolescente capriccioso ed frustrato.

La politica va vagliata, soprattutto in opere strutturali ed impattanti come questa, i cittadini non devono subire le decisioni di chissà quale persona, politico o affarista di turno, bensì il referendum comunale, o assemblee pubbliche partecipate rappresenterebbero il cammino adeguato nella scelta.
I soldi spesi nella progettazione diventeranno l’ennesimo buco, creato da una amministratore, che invece di dare i contenuti alla politica ed al territorio, preferisce creare il contenitore, senza idee e senza un progetto complessivo.
Cemento uguale sviluppo, alla Caltagirone.

Il Parco della Costa Teatina viene totalmente ignorato dalle scelte programmatiche dell’amministrazione che naviga in senso contrario tra cementificazioni e mancanze di ogni genere, risse verbali e procedimenti giudiziari, ma il buon senso ha già tratto le proprie conclusioni.

QUESTA RICOSTRUZIONE E’ STATA ELABORATA AL PRINCIPIO DI TUTTO IL PROCESSO PORTO TURISTICO DI SAN VITO. PURTROPPO NONOSTANTE FOSSE PALESEMENTE RIDICOLA COME PROGETTAZIONE, LA MAGGIORANZA DI NUOVA ALLEANZA PER SAN VITO HA DECISO UGUALMENTE DI ANDARE AVANTI, SPENDENDO 350.000 € IN PROGETTAZIONE, 7000€ PER IL BANDO CONSEGUENTE ANDATO DESERTO.

Siamo alla follia. Siamo al progetto.

Progetto “Marina di San Vito Chietino”

In base alla proposta di Delibera n° 75 del 20-12-2012, discussa nel consiglio del 28 Dicembre 1012 la maggioranza capitanata dal Sindaco Catenaro, con i soli voti favorevoli dei consiglieri di Nuova Alleanza per San Vito e con quelli contrari dell’opposizione ha approvato l’ADOZIONE DEL PROGETTO PRELIMINARE DEL PORTO TURISTICO DI SAN VITO CHIETINO.

Il progetto preliminare è stato realizzato da un raggruppamento costituito dalla PROTECNO srl di Padova e lo Studio Arch. MAR srl e SELC Società Cooperativa. Il progetto è costato 139349,32 € + oneri ed Iva, interamente finanziati con soldi pubblici, richiesti tramite accensione di mutuo di 250.000, 00 € dal Comune alla cassa Depositi e Prestiti con la determinazione dell’ufficio Tecnico n°41 del 14/03/2012.

Questo il quadro istituzionale che ha portato all’ennesimo atto amministrativo ideologico e pubblicitario dell’amministrazione Catenaro, uno sperpero di denaro e di tempo con costi che ricadranno sulle spalle dei soliti contribuenti. Ma andiamo per ordine.

Tutti conosciamo e viviamo internamente un rapporto viscerale e passionale con il mare, nostro mentore ed ispiratore, compagno di vita. Il sanvitese ha bisogno di un accesso facilitato al mare, in molti abbiamo la barca, siamo diportisti, pescatori, sentiamo l’esigenza di un funzionale ed adeguato riparo e ricovero.
Adeguato sia in termini di rispetto della nostra costa, sia in termini di accessibilità economica per un posto barca, visto che molti sanvitesi hanno provato la sistemazione in darsene e porti limitrofi, ma in molti, soprattutto adesso non possono permettersi di pagare mille, duemila euro all’anno per lo stazionamento.

Prima di tutto parlare soltanto di un progetto di Porto Turistico è falso e politicamente scorretto, infatti, da come avrete intuito dal titolo dell’articolo, questo progetto va a definire in maniera faraonica e fantasiosa la risistemazione di tutta la “Marina di San Vito”. Non parliamo solo del porto inteso come darsena per il riparo e ricovero delle barche, bensì dobbiamo analizzare una progettualità che vede una variante sostanziosa al Piano regolatore, con migliaia di metri cubi di costruzioni, stabili, infrastrutture, rotonde, ecc…

Un progetto consistente, che come da abitudine di questa maggioranza viene deciso e delineato dai soliti quattro noti, nella stanzetta dei bottoni, senza coinvolgimento della società civile,  senza rapportarsi con i cittadini, gli attori economici del territorio, nonostante le promesse delle campagne elettorali.
In questo caso vista l’importanza dell’opera, nemmeno le minoranze in consiglio comunale hanno potuto svolgere un lavoro conoscitivo e di indagine del progetto, prima che venisse discusso in consiglio, in quanto i documenti sono stati messi a disposizione 48 ore prima del consiglio, che come ricordato è stato svolto il 28 Dicembre 2012, ma tutti sappiamo che il 26 Dicembre gli uffici pubblici sono chiusi per le festività natalizie. Scorrettezza ed approssimazione, segnalate anche agli organi preposti, che continuano a caratterizzare questa amministrazione.
O forse era paura di far conoscere qualcosa, che poteva essere discusso in consiglio?

Dobbiamo vederci chiaro, ma le ombre sono molte all’orizzonte.
Partiamo dai dati di fatto, le società che hanno progettato, hanno preso i soldi, pubblici, (139349,32 € + oneri ed Iva) ed hanno finito il loro lavoro. Chi pagherà questi costi, vi chiederete. Semplice.
Adesso sarà indetto un nuovo bando, per la REALIZZAZIONE del Porto, individuata su una cifra base di 20.000.000,00 € circa, al quale le aziende dovranno rispondere, ritrovandosi un progetto già fatto, che dovranno anche rimborsare economicamente al comune, il tutto in un periodo economico e sociale in completa controtendenza per quanto riguarda questi tipi di investimenti, con un calo drammatico dei transiti nautici in Adriatico, con una percentuale del 20% di barche stazionate in altri porti in vendita, con un flusso migratorio in Croazia e Ex Jugoslavia ingente.
(Fonte: Sole 24 Ore Raul De Forcade).  Basta guardare allo stato deficitario della darsena di Fossacesia, della mancata realizzazione del porto di Francavilla, dello stato drammatico di quello di Pescara per avere un’idea.

A questo punto mi chiedo, ma se per ogni opera anche quelle ordinarie di manutenzione, (vedi scuola marina, palestra, campo sportivo, mercatini e spettacoli, strade chiuse, ecc) i soldi non ci sono, perché per progettare si trovano e si accedono mutui da centinaia di migliaia di euro, ed inoltre quali sono per questa amministrazione le esigenze primarie? Spendere per i progettisti, senza garanzie che qualcuno realizzerà e restituirà i soldi del porto (come già avvenuto in passato, vedi articolo —–) o consentire le basilari condizioni di vivibilità del cittadino e soprattutto dei nostri bambini, del nostro futuro?

Altro dato di fatto. Per la realizzazione del progetto occorrono almeno tre anni una volta approvato il progetto definitivo. Le attività turistiche della marina, stabilimenti, bar, hotel, negozi, subiranno oggettivamente un calo delle presenze e degli introiti visto il cantiere aperto, la qualità delle acque, ecc.
Chi risarcirà tutto questo? Verrà chiesta pazienza in ragione di un fantomatico arrivo dello Yacht dell’Emiro del Dubai?
Chissà. Inoltre con questo progetto verranno creati nuove attività commerciali sulla darsena stessa, bar, ristoranti, yacht club, foresteria con 8 camere doppie, negozi, supermarket, ecc… Verranno offerte a prezzi di comodo ai commercianti del territorio dal comune?
Difficile, visto che la gestione delle aree verrà assegnata per un periodo di 50 anni, alla società realizzatrice del porto, una proprietà privata dalla terra al mare, con tanto di delimitazioni e guardiani.

In compenso è riuscita la pista ciclabile sul ex-tracciato ferroviario, che quando serve per populismo è sempre pronta all’uso, ma poi quando si arriva al dunque della realizzazione, viene dimenticata per far posto a qualche resort o a definire il numero dei taxi (NCC) sul territorio.

Come poteva mancare l’area edificabile per le palazzine di turno vi chiederete voi. Naturalmente è stata individuata, il marchio di fabbrica non manca mai, nell’area della vecchia sottostazione, riqualificata e restituita al pubblico utilizzo, la famosa Zona 22, dimenticata per decenni da tutti, ma oggi luogo fondamentale per qualsiasi prospettiva dell’assessorato all’ambiente e demanio. Roba da non dormirci la notte.

La vecchia stazione diventerà una Spa, centro benessere, ufficio turistico, museo del mare, collegato al litorale con una serie di piattaforme in legno che scenderanno  verso il “Maruccio” disegnando una rettangolo che diventerà, a seconda dei progettisti la nostra PISCINA SALATA.

Naturalmente, il Feltrino sarà depurato tramite la fitodepurazione, cioè con piante che servono proprio a questo scopo.

In politica mi avevano sempre detto che non c’era posto per la decenza, ma adesso siamo proprio al ridicolo.
Tutti i problemi della nostra cittadina risolti in un progetto, San Vito restituita a nuova vita con un Masterplan, nome altisonante, che in un sol colpo porterà ricchezza e prosperità. FANTASTICO.

Mi dispiace, ma queste parole sono già state usate, abusate sulla pelle dei cittadini senza la minima vergogna.
Questo è un progetto faraonico, 330 posti barca, 20.000.000,00 € minimo di investimento, trasformazione senza copertura finanziaria della Marina, posti di lavoro che nel nostro contesto storico- culturale sarà difficilissimo realizzare. Intanto i soldi sono stati spesi, di nuovo aggiungerei.
Dejavù politico lo definirei, in quanto con la promessa del Resort, e dei posti di lavoro,Nuova Alleanza per San Vito ha tirato a campare 5 anni ed ha vinto un elezione, finito il giochetto, si ricomincia la stessa solfa con il Porto.

Penso che i cittadini hanno capito la modalità, di promesse e bugie ne abbiamo le tasche piene, il nostro comune ha bisogno di risposte celeri e certe su questioni meramente pratiche, STRADA, LUOGHI DI SOCIALITA’, SCUOLE SICURE CON ATTREZZATURE E CARTA IGIENICA MAGARI, Parco della Costa Teatina e pista ciclabile, unici progetti seri a livello internazionale che possano ridare lustro e respiro alla nostra economia. Basta con le promesse da anni 80’, basta con l’approssimazione e la demagogia, San Vito ha bisogno di riappropriarsi prima di tutto dei propri spazi e della propria dignità, svenduta ai primi avventurieri che si affacciano negli uffici comunali.

relazione masterplan

Il progetto di costruzione del porto turistico o meglio il progetto per la trasformazione di San Vito Marina che prevedeva un porto da 320 posti barca, naturalmente è miseramente fallito nella sua folle idea di cementificazione della costa e delle spiagge sanvitesi, portando all’indebitamento di ulteriori 350.000,00€ per le casse comunali.
In data 20 agosto 2013 il bando per la realizzazione del porto è andato deserto, come in molti pronosticavano, tranne i membri della maggioranza. (clicca per leggere l’articolo).

A questo punto nemmeno di fronte all’evidenza la maggioranza, decide di abbandonare la barca e tornarsene a casa.
La dignità non appartiene a questa classe politica.
Nel poker vi è un detto molto famoso: “Guardati intorno al tavolo. Se non vedi un pollo, alzati, perché il pollo sei tu”.

Evidentemente strategia e capacità non sono parte integrante di questa, maggioranza, ma nemmeno il bluff.
Come il classico giocatore suonato, in cerca di rivincita immediata, invece di fermarsi a riflettere su tutto il processo programmatico del porto, Nuova Alleanza rilancia, in cerca del famoso pollo.

Come se nulla fosse, la maggioranza, evidentemente in difficoltà ha cercato di mascherare il malessere interno ed esterno ribadendo delle nuove linee guida per la pubblicazione di un nuovo bando per il Porto, inserendo questa volta un’area più complessa, regalando anche la vecchia stazione e la sottostazione ai privati.
Operazione folle dalla base, in quanto le aree non sono di proprietà del Comune, ma bensì della Ferrovia dello Stato che non ha nessuna intenzione di regalarle al nostro Comune.
Clicca  per scaricare la delibera

Di conseguenza anche le nuove linee d’azione per il nuovo bando per il Porto, sono una tentativo dilettantistico e ridicolo di portare avanti una progettazione che fin dal primo minuto in molti avevano bollato come faraonica, ridicola, infattibile.

Per evitare nuovi problemi giudiziari al nostro Comune abbiamo deciso di conseguenza di protocollare una proposta di deliberazione per far ritirare le nuove linee guida per il bando del Porto (che ogni volta ci costa quasi 7000€), in autotutela per l’Ente, in modo da scongiurare futuri ricorsi, denunce, ecc….

mozione porto autotutela

Di fronte all’evidenza, per evitare nuove fantasiose interpretazioni di questa maggioranza, abbiamo richiesto che durante la discussione della mozione, vengano inseriti i pareri del Segretario Comunale e del Responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale.

Perchè di fantasiose produzioni politico-amministrative ne abbiamo viste diverse in questi giorni, addirittura due giorni prima che venisse firmato, dopo un decennio, il Protocollo d’Intesa fra Stato, Regione Abruzzo, Provincia di Chieti, Comuni interessati, per l’acquisizione delle aree del vecchio tracciato, la nostra maggioranza comunale schiacciata dal fallimento delle sue politiche di cementificazione del territorio, sonoramente bocciate dal mercato e dai portatori di interessi, ha proposto una pessima proposta di modifica al documento, per avere a disposizione le aree di risulta che il Pubblico non ha ancora acquistato e che rimangono in capo alle FS.
Proposta ridicola per tempismo, per struttura e peso politico-amministrativo della richiesta e sopratutto perchè serve in pratica a consentire ad un Ente Pubblico (Comune) di cedere proprietà di privati (FS) a terzi realizzatori di un opera privata. (Fantasmi)
Chi presta la propria terra o casa ad una persona che vuole costruirci sopra? Spiegatecelo.

Clicca per leggere la richiesta

Ci rendiamo conto e siamo contenti, che la maggioranza ha lanciato l’SOS disponibile per cercare di realizzare un qualcosa durante il suo mandato, ma siamo proprio al ridicolo.

A conferma di tutto ciò, ci arriva la proposta ed il progetto comunale per la realizzazione di una banchina mobile, fra il fiume Feltrino e la spiaggia Cintioni che consenta l’attracco delle piccole imbarcazioni di diportisti nostrani.
Idea ottima, preventivata anche da noi in campagna elettorale, che all’epoca venne bollata come ridicola dai soliti politici dalla betoniera facile. Adesso diventerà realtà, nonostante bisogna rinforzare le scogliere a supporto, ma non abbiamo soldi, nonostante l’opera ci costerà quasi 30.000 €, soldi che il Sindaco dice di avere in cassa.
A questo punto ci chiediamo, ma questi soldi nelle casse ci sono solo quando servono, oppure è solo pubblicità?

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In conclusione ci chiediamo, ma questa maggioranza che aveva due opere primarie per cambiare il volto di questo paese, ovvero Resort (bloccato dalla magistratura con tanto di avvisi di garanzia, procedimento non ancora chiuso) e Porto (bando andato deserto, nuove linee d’azione da bocciare) a cosa sta puntando?
Secondo noi a nulla, cercano di sopravvivere campando alla giornata.

Inoltre i soliti analisti politici da bottega nel frattempo si interrogano sul perchè ci si concentra su queste opere e non si risolvono i problemi più elementari. La risposta è semplice, i soldi, tutti i soldi disponibili, vengono spesi per queste operazioni di fantasia amministrativa, ecco perchè a qualsiasi proposta presentata, viene risposto che i soldi non ci sono.

Buongiorno.

 

https://sanvitobenecomune.wordpress.com/2013/01/19/la-strada-speciale-progetto-porto/

 

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