DIVIETI

6241baLa definizione più calzante in questo periodo amministrativo del comune di San Vito si rispecchia nella definizione del verbo inibire.
Da sempre le scelte prese sono state elaborate e partorite dalla mente di pochi, riversandosi sulla vita della comunità, che poco ha avuto da discutere o confrontarsi. Vale sempre il detto: “abbiamo vinto noi, comandiamo noi” nella sua declinazione dialettale.

Anche in consiglio comunale purtroppo le cose non vanno meglio. Una maggioranza sorda, continua a ragione in bianco e nero.
Le proposte, anche semplici e/o magari di una certa rilevanza, presentate dalla minoranza vengono colte come provocazioni da respingere al mittente. Drammaticamente.

Questa premessa, nota a molti per dire la verità, è utile a capire il ragionamento sui divieti di transito, le isole pedonali, istituite dal comune.
L’isola pedonale è un ottimo strumento di salvaguardia e di utilizzazione urbana, sociale e pubblica del territorio.
Avere la possibilità nei mesi estivi di poter tranquillamente camminare, far giocare i bimbi, sostare a chiacchiere al lungomare di Gualdo è una scelta giusta, adeguata anche per i locali commerciali, (non parliamo della manutenzione dell’area), supportata da un’area parcheggio importante a ridosso.
In quest’area, commerciale e turistica per definizione, vi è il primo grande divieto,  quello di organizzare manifestazioni con la somministrazione di alimenti e bevande.
Scelte di decenza per evitare la sagra perenne come si potrebbe immaginare, o scelta politica per non far svolgere più la decennale sagra del pesce al Gabbiano, concorrente politico.
Tornando al discorso del bianco e del nero, sarei più propenso per la seconda ipotesi.
Ripicca o scelta politica? E se fosse ripicca chi ci perde e chi guadagna?
L’orgoglio di pochi od il benessere di tutti?

Da poche ore abbiamo capito che a San Vito Paese in zona centro storico/colle è stato istituita una prolungamento dell’area pedonale, già presente per l’altro nella zona del Colle fino al Belvedere Marconi.

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Ecco la proposta dell’Assessore:
L’ASS. ALLA VIABILITA’
Avv. Luigi Comini
Premesso che il corso Trento e Trieste, nel Centro storico del Capoluogo, è in vigore, in via permanente, una zona a traffico limitato;

CONSIDERATO che nel periodo estivo ed, in particolar modo nelle ore serali, la predetta area e l’intero Centro storico del Capoluogo divengono meta di turisti e residenti, specialmente famiglie con bambini;

preso atto che per le medesime ragioni il Centro storico, ed in particolar modo, il tratto compreso tra Via Carlo Marino della Fazia, Corso Trento e Trieste e Via Ciampagnolo è soggetto ad un intenso traffico di automezzi di ogni genere, che determina problematiche di circolazione stradale e di sicurezza per i pedoni;

RITENUTO, pertanto, necessario salvaguardare tali aree dalle predette problematiche al fine sia di una sempre maggiore valorizzazione del centro storico del capoluogo, che di migliorare le condizioni di permanenza dei turisti e residenti;

 

P R O P O N E

· DI ISTITUIRE in via temporanea, limitatamente al periodo estivo una area pedonale ricompresa tra Via Carlo Marino della Fazia, Corso Trento e Trieste e Via Ciampagnolo attraverso la previsione di un divieto di transito con decorrenza dal giorno 15 luglio 2013 e fino al 25 agosto 2013 e limitato dalle 21.00 alle ore 00.00, ad esclusione dei residenti e dei proprietari o detentori di autorimessa, nonché degli altri soggetti autorizzati per legge;

· Di DEMANDARE al Responsabile del Servizio competente ed alla Polizia Locale il compito di provvedere ad assumere i provvedimenti all’uopo richiesti.

Si evince che dato il numero elevato di presenze nell’area, fra RESIDENTI  e turisti, di sera, a detta dell’Assessore comporta di vietare il transito ai mezzi di qualunque genere per tre ore.
Con buona pace di parcheggiatori, residenti con o senza permessino cartaceo affisso.
Di conseguenza per fare una multa bisognerà chiedere la carta di identità al conducente?
A prescindere dalla ragionevolezza delle scelte, un confronto sereno, con residenti ed attività commerciali non è alla base di una scelta gestionale del genere?
L’associazione mentale “divieto-turismo-presenze-scelta personale” da cosa è dettata?

E’ veramente esasperante non concepire la semplicità di una piccola norma di educazione e di partecipazione popolare.

Al colle è presente il triste cartello di divieto di gioco con PALLONI.
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Cosa si vieta? Giocare od usare il pallone? Quelli che possiamo definire schiamazzi o fastidiose urla dei bimbi che giocano sono a prescindere dai palloni, come tutti sappiamo. E’ semplicemente un modo di esprimere la loro età.
Mettiamoci per un attimo nei loro panni. Li diffidiamo ad un azione che per loro è la cosa più naturale.
Che messaggio gli lanciamo? Gli proponiamo un’alternativa?
Dalle pagine dei giornali sappiamo che l’amministrazione vuole sistemare il campetto vicino alle scuole medie.
Con tempi tecnici e burocratici di intervento. Ma lo capiranno i bimbi, o meglio abbiamo provato a spiegarglielo confrontandoci con loro?
Molte persone sorrideranno a questa domanda. Invece è proprio la base della discussione.
Come si fa a vietare semplicemente non trovando le giuste alternative?
Come si può invitare a rispettare soltanto perchè “lo dice le legge” senza una base di confronto?

E’ meramente la logica del proibizionismo, dettata dal capo che si sente in diritto perchè eletto tale.
Non è amministrare questo, ma è comandare.
Proteste e malumori sono giustificati, ce ne faremo portavoce difendendo il diritto di confronto e partecipazione.

Roberto Nardone

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3 thoughts on “DIVIETI

  1. Sono pienamente d’accordo con quanto scrivi; tra l’altro da turista “fedele” nel tempo, è molto triste vedere come, anno dopo anno, in estate perlomeno, stiano diminuendo, per non dire scomparendo, iniziative come appunto sagre, concerti in piazza, eventi sportivi di ogni genere che contribuivano a rendere San Vito Marina un paese pieno di giovani e vita.

  2. Condivido pienamente: i bambini devono giocare in Piazza, anziché sostare davanti ai PC o video giochi. E’ altamente diseducativo appore tale divieti, ma siamo o non in uno stato democratico? Mi sembra un “governo” autoritario, di regime come lo era durante il fascismo….(leggete Sergio Turone” Storia dei movimenti sindacali”) proprio come il governo centrale (amministratori senza morale, che pensano solo ai raggiri per incassare illecitamente denaro pubblico) questo è il governo che ha tramandato Berlusconi? Che dire poi del porto turistico….è l’affondamento totale della Costa dei Trabocchi:anni senza poter andare al mare (direi per sempre), inquinamento, debiti e recessione economica, il mare non è un’area da cementificare!!!!!!!!!!!!!!!! E’ una RISORSA NATURALE da salvaguardare per le generazioni future, Che state aspettando? I cittadini vogliono la pista ciclabile e non il PORTO……..

    Gianna

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